Sblocco facciale su Mac con la webcam: funziona, ma non è sicuro come Face ID
Un sviluppatore indipendente ha pubblicato Glance, un’applicazione open source per Mac che replica il comportamento del Face ID usando esclusivamente la webcam integrata. Il riconoscimento facciale, l’enrollment e il rilevamento della “vivezza” (liveness detection) girano interamente sul dispositivo tramite i framework Vision e Core ML di Apple, senza trasmettere dati a server esterni.
Il limite strutturale è chiaro e dichiarato dallo stesso autore: i MacBook non dispongono dei sensori di profondità che rendono Face ID affidabile sugli iPhone. La webcam acquisisce immagini piatte in 2D, non una mappa tridimensionale del volto. Glance riesce a scartare foto stampate e immagini mostrate da uno schermo (con il rilevamento pesante attivo), ma non garantisce protezione contro un video della persona da sbloccare. Il progetto è esplicito: si tratta di una funzione di comodità, non di un miglioramento della sicurezza.
Sul piano tecnico, ogni volto registrato viene convertito in un embedding a 512 dimensioni tramite un modello ArcFace, e l’immagine originale viene subito scartata. La password del Mac viene cifrata con AES-256 e conservata nel Keychain di sistema, protetta da Touch ID. Lo sblocco avviene digitando automaticamente la password sulla schermata di blocco, poiché macOS non espone API native per l’autenticazione da app di terze parti.
Il progetto conta già quasi 1.000 stelle su GitHub a pochi giorni dalla pubblicazione, segnale di un interesse reale per funzioni di questo tipo su piattaforme desktop che Apple non ha ancora esteso con hardware dedicato.