Quando il “Big Short” sfida l’AI

Chi ha visto La grande scommessa ricorda bene la figura di Michael Burry: l’investitore solitario che capì il crollo dei mutui subprime prima di chiunque altro. Oggi il suo nome torna a far discutere, questa volta non per il mercato immobiliare ma per una scelta che tocca il cuore dell’intelligenza artificiale. Nei documenti finanziari ufficiali della sua società, Scion Asset Management, Burry ha infatti acquistato opzioni che guadagnano se il prezzo delle azioni scendesu due giganti dell’AI: NVIDIA e Palantir.

Secondo quanto riportato da Investing.com, il valore nozionale di questa scommessa è enorme: circa 912 milioni di dollari su Palantir e 187 milioni su NVIDIA. Anche Business Insider segnala la portata dell’operazione e il messaggio criptico pubblicato da Burry su X: “Sometimes we see bubbles. Sometimes the only winning move is not to play.”

Perché proprio NVIDIA e Palantir

Le due aziende rappresentano due mondi complementari dell’AI.
NVIDIA domina l’hardware: le sue GPU sono diventate il motore del boom dell’intelligenza artificiale generativa.
Palantir domina i dati: software e piattaforme utilizzate da governi, eserciti e grandi imprese per analizzare informazioni complesse e costruire modelli decisionali basati sull’AI.

Scommettere contro entrambe significa mettere in discussione la “catena del valore” dell’IA nel suo insieme: chi costruisce l’infrastruttura e chi costruisce il software che sopra quell’infrastruttura vive.

Secondo gli analisti citati da Business Insider, Burry pensa che le aspettative siano diventate così elevate da rendere il settore vulnerabile anche a piccole delusioni, come una crescita più lenta o investimenti infrastrutturali che rallentano.

Cosa significa davvero questa “scommessa”

Per il lettore non esperto, una precisazione importante: i numeri citati non indicano che Burry ha speso oltre un miliardo di dollari. Quel valore è nozionale, cioè un numero tecnico che misura la potenza della posizione, non il capitale realmente investito.
In più, i documenti non rivelano due informazioni cruciali:

  • la data di scadenza, quindi non sappiamo quanto tempo Burry ha per avere ragione
  • il prezzo di esercizio, cioè da quale prezzo in giù la sua scommessa inizia a guadagnare

È anche possibile – come specificato da Scion in documenti precedenti – che una parte di queste operazioni funzioni come copertura di altre posizioni non dichiarate. Ma nel filing più recente questa nota non è presente, alimentando il dubbio che si tratti di una scommessa “pura”.

La risposta furiosa di Palantir

La mossa non è passata inosservata. The Washington Post ha riportato che il titolo Palantir ha perso circa l’8% subito dopo l’uscita del filing, mentre NVIDIA è calata di circa il 4%.
Il CEO di Palantir, Alex Karp, ha reagito con durezza durante un’intervista su CNBC, definendo la scommessa “egregious” e addirittura “bat-shit crazy”. Lo riporta Business Insider.
Come spesso accade con Palantir, la questione finanziaria diventa anche narrativa: la società vuole posizionarsi come baluardo morale dell’AI, mentre Burry interpreta il ruolo del guastafeste che mette in discussione l’euforia collettiva.

I rischi reali dietro il boom dell’AI

Ma cosa vede Burry che altri sembrano ignorare?
Le aree critiche sono tre:

  • spesa infrastrutturale fuori scala: i grandi cloud stanno investendo somme record in data center e hardware; alcuni analisti citati da Seeking Alpha vedono dinamiche simili alla bolla dot-com
  • dipendenza da pochi leader: se un colosso come NVIDIA rallenta, il settore intero traballa
  • valutazioni altissime: i prezzi attuali inglobano scenari quasi perfetti

Quando ogni trimestrale deve essere impeccabile per giustificare i prezzi, basta poco per far vacillare il mercato.

Leggi anche OpenAI entra nella consulenza AI ad alto valore

Cosa osservare nei prossimi mesi

Per capire se Burry ha ragione – o se sta semplicemente arrivando troppo presto – vale la pena seguire alcuni indicatori:

  • i prossimi risultati finanziari di NVIDIA e Palantir, in particolare la guidance
  • eventuali limitazioni all’export delle GPU, un rischio concreto per NVIDIA
  • la velocità con cui i grandi cloud continueranno a investire in infrastrutture
  • eventuali nuovi messaggi di Burry su X, spesso criptici ma mai casuali

Conclusione

Michael Burry non è infallibile, ma storicamente ha mostrato talento nel vedere ciò che il mercato preferisce ignorare. Che l’IA sia davvero in una fase di euforia eccessiva, o che NVIDIA e Palantir continuino a macinare risultati record, lo diranno i prossimi trimestri. Di certo, quando uno come Burry punta contro i protagonisti assoluti della rivoluzione tecnologica del momento, vale la pena fermarsi un attimo e ascoltare.

In sintesi

Michael Burry, il protagonista reale di La grande scommessa, sta scommettendo contro NVIDIA e Palantir acquistando strumenti finanziari che guadagnano se i due titoli scendono. La sua tesi: il mercato dell’AI è troppo ottimistico, i prezzi sono altissimi e basta un rallentamento nei risultati o negli investimenti per generare una correzione. NVIDIA e Palantir, simboli del boom AI, diventano così il termometro di una possibile “bolla intelligente”.