L’intelligenza artificiale (AI) ha compiuto progressi straordinari negli ultimi anni, spingendo i ricercatori a chiedersi: può l’AI essere creativa come gli esseri umani? Un recente paper del dottorando Haonan Wang e colleghi affronta questa domanda, introducendo nuovi concetti nel campo della creatività AI.
Creatività relativa: un nuovo modo di valutare l’AI
Il concetto centrale del paper è la “Creatività Relativa”. Questa idea propone di valutare la creatività dell’AI confrontandola con quella di un creatore umano ipotetico, ma realistico, considerando le stesse influenze biografiche. Se un modello AI riesce a produrre opere indistinguibili da quelle del creatore umano, viene considerato “relativamente creativo”. Questo approccio trae ispirazione dal Test di Turing, ampliandolo per affrontare le sfide e le soggettività nella valutazione della creatività.
Creatività statistica: un metodo quantificabile
Il paper introduce anche il concetto di “Creatività Statistica”, un metodo per valutare la creatività relativa in modo quantificabile. Questo approccio permette di confrontare direttamente le capacità creative dell’AI con quelle di specifici gruppi umani, utilizzando una metrica di distanza della distribuzione.

Importanza della soggettività
Un aspetto cruciale trattato nel paper è l’importanza della soggettività nella creatività. La creatività può variare notevolmente tra culture, discipline e individui. Il paper affronta questo aspetto incorporando la soggettività nella valutazione della creatività AI da un punto di vista relativo, confrontando l’output creativo dell’AI con quello di un umano scelto specificamente.
Differenza con i lavori precedenti
Questo concetto di creatività si distingue dagli approcci tradizionali in informatica e scienze cognitive adottando una misura relativa. Simile al Test di Turing, che valuta l’intelligenza confrontando il comportamento della macchina con le risposte umane, la Creatività Relativa valuta l’AI confrontando i suoi output con quelli di un creatore umano ipotetico.
Gradi di creatività dell’Intelligenza Artificiale
Il paper discute anche come possano essere riflessi e misurati i diversi gradi di creatività nell’AI. Questi gradi vengono determinati scegliendo la distribuzione target degli umani (il gruppo specifico di umani) con livelli variabili di creatività. L’AI può variare dall’essere derivativa, replicando le distribuzioni di dati esistenti, a imitare gli umani comuni, e persino replicare i comportamenti di individui altamente creativi.
Collegamento tra teoria e pratica
Infine, il paper propone la “Statistical Creative Loss”, una funzione di perdita che allinea i principi teorici con le linee guida pratiche per la formazione di modelli AI creativi. Questa funzione offre dei suggerimenti su come ottimizzare gli obiettivi di formazione e le coppie creatore-creazione, mirando a migliorare le capacità creative dei modelli AI in linea con i principi della Creatività Statistica.
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Lo studio di Wang e colleghi offre un quadro innovativo e trasformativo per valutare e coltivare la creatività nell’intelligenza artificiale, stabilendo un ponte tra la quantificazione teorica della creatività e la formazione pratica dei modelli.