ChatGPT Work agent accede ai siti protetti da password
OpenAI ha aggiornato il proprio agente ChatGPT Work con una funzione che consente di operare in autonomia su siti e strumenti protetti da credenziali. Il meccanismo è definito “handoff”: l’utente effettua manualmente il primo accesso, dopodiché l’agente prosegue in modo autonomo, mantenendo la sessione attiva tramite cookie tra un utilizzo e l’altro.
La scelta progettuale sulla privacy è rilevante: durante la fase di login manuale non vengono acquisiti screenshot e nessuna credenziale viene memorizzata nei sistemi di OpenAI. L’agente eredita la sessione, non la password. Gli accessi salvati possono essere cancellati in qualsiasi momento dalle impostazioni dati di ChatGPT.
Sul piano pratico, la funzione sblocca automazioni end-to-end per strumenti diffusi in ambito aziendale come Jira, Notion e dashboard interne: attività che richiedevano intervento umano a ogni ciclo possono ora essere delegate interamente all’agente.
È un aggiornamento da tenere d’occhio per chi gestisce policy di accesso e sicurezza in ambienti enterprise: l’adozione di agenti AI che operano con sessioni autenticate introduce nuove superfici di rischio che i team IT dovranno valutare.