ComfyUI è un’interfaccia “a nodi” (node-based) e un motore di inferenza locale pensato soprattutto per lavorare con modelli di generazione (in pratica: costruisci un flusso collegando blocchi – caricamento modello, prompt, sampler, ControlNet, upscaling, salvataggio, ecc.). L’idea chiave è rendere esplicita la pipeline: non un “tasto magico”, ma un workflow ripetibile, condivisibile e modificabile.
Quale problema risolve
ComfyUI risolve tre problemi tipici di chi usa Stable Diffusion e affini in locale:
- Controllo e ripetibilità: sapere esattamente “cosa succede” in ogni passaggio e replicare risultati senza impazzire con settaggi nascosti.
- Complessità dei workflow avanzati: quando inizi a combinare LoRA, ControlNet, più passaggi di refinement, upscale, inpainting, ecc., l’approccio a “pannelli” diventa stretto.
- Gestione pratica di pipeline personalizzate: workflow salvabili/caricabili (spesso anche da immagini con metadata), così da riusare set-up collaudati.
Funzioni principali
- Editor a grafo (nodi): costruzione di pipeline collegando nodi, con esecuzione visuale del flusso.
- Workflow riutilizzabili e condivisibili: esempi ufficiali e immagini con metadata che permettono di ricaricare il workflow usato.
- Estendibilità tramite “custom nodes”: ComfyUI nasce per essere esteso; l’ecosistema di nodi aggiuntivi è una parte centrale dell’esperienza.
- ComfyUI-Manager: estensione molto usata per installare/abilitare/disabilitare custom nodes e gestire in modo più comodo l’ecosistema.
- Esecuzione locale: progettato per girare sul tuo hardware (GPU/CPU) con focus su performance e controllo dei dati.
Da chi viene usato
- Creator e studi che vogliono consistenza e controllo (workflow “standardizzati” per stile, output, passaggi di post-process).
- Utenti avanzati di Stable Diffusion che cercano più flessibilità rispetto alle UI tradizionali.
- Sviluppatori/tecnici che vogliono integrare pipeline custom e sperimentare rapidamente con nodi e componenti modulari (anche lato backend/API a seconda del setup).
Costi
- Licenza software: ComfyUI è open source e distribuita sotto GPLv3 (quindi: nessun costo di licenza per scaricarlo e usarlo; attenzione però alle implicazioni della GPL se intendi distribuire derivati/integrazioni in certi modi).
- Costi reali di utilizzo (quelli che contano per un decision maker):
- Hardware: una GPU NVIDIA è spesso la scelta più pratica per performance e compatibilità CUDA (CPU possibile ma molto più lenta in molti casi).
- Energia/tempo operativo: set-up, aggiornamenti, troubleshooting, gestione modelli e dipendenze.
- Eventuale cloud GPU: se non vuoi (o non puoi) investire in una workstation locale, puoi eseguire workflow su infrastrutture esterne (costo variabile in base al provider e alle ore).
Supporto lingua italiana
Qui serve distinzione netta:
- Prompt e contenuti: puoi scrivere prompt in italiano (dipende poi dal modello e dal workflow quanto “capisce” e come rende).
- Interfaccia: ComfyUI ha introdotto supporto i18n, ma l’italiano al momento non ètra le lingue elencate nella documentazione i18n (che include, tra le altre, inglese, francese, spagnolo, arabo, giapponese, russo, coreano, cinese). In pratica: molte voci/nodi restano in inglese. In ambienti operativi, spesso è accettabile (anche perché la community e i workflow condivisi sono quasi sempre in inglese), ma è un punto da considerare se devi “scalare” l’uso a team non tecnici.
Installazione
ComfyUI oggi offre più strade, con complessità crescente:
- Desktop app: installazione “tipo software” con configurazione più automatica (approccio spesso più semplice per iniziare).
- Portable Windows: pacchetto “estrai e avvia” con Python embedded; utile per onboarding rapido e per evitare conflitti di ambiente (supporta NVIDIA o CPU).
- Installazione manuale: venv/conda + clone repo + dipendenze; è la via più flessibile ma richiede confidenza con Python e ambienti. Poi, per l’ecosistema:
- ComfyUI-Manager per gestire custom nodes senza impazzire con git/pip a mano.
Alternative
Se stai valutando alternative, la scelta di solito dipende da quanto vuoi “astrazione” vs “controllo”:
- Automatic1111: più immediata per tanti utenti, ottima per uso generale e rapide iterazioni (su IAOL hai già la scheda: Automatic1111).
- InvokeAI: UI curata e orientata alla produzione, spesso più “workflow-friendly” per team piccoli.
- Fooocus / SD.Next: approcci diversi tra semplicità e set di feature “power-user”.
- Servizi hosted (per esempio Midjourney, Firefly, ecc.): meno controllo interno, più rapidità e meno gestione IT, ma con costi ricorrenti e vincoli su dati/policy.
Per contesto su generatori immagini e modelli, può esserti utile anche questo pezzo IAOL: Le 5 migliori IA per generare immagini.
Conclusioni
ComfyUI è una scelta solida quando l’obiettivo non è “generare un’immagine e basta”, ma industrializzare (anche in piccolo) pipeline ripetibili: stessi passaggi, stessi controlli, possibilità di auditare cosa succede e di condividere workflow come asset. È meno adatto se ti serve massima immediatezza per utenti occasionali: lì un’interfaccia più “monolitica” può essere più efficiente. Se il tuo scenario prevede sperimentazione continua, asset riusabili e un minimo di standardizzazione interna, ComfyUI merita la shortlist.
