Google Flow è lo strumento di “AI filmmaking” di Google Labs: un’interfaccia pensata per creare clip e piccole scene video generative, basate sui modelli Veo (video) e, per alcune parti del workflow, su modelli per immagini. L’idea non è “montare” come in un editor tradizionale, ma prototipare scene e iterare rapidamente su inquadrature, stile, continuità e dettagli, lavorando per clip che poi puoi organizzare in una sequenza.
Quale problema risolve
Flow risolve tre problemi pratici che frenano chi produce video per social, ADV o prototipi creativi:
Primo: tempo e costo di generare varianti credibili (stessa scena, angolo diverso, ritmo diverso) senza rigirare. Secondo: la difficoltà di mantenere coerenza tra clip quando si sperimentano idee (props, look, atmosfera). Terzo: la necessità di un ambiente unico dove fare generazione + rifinitura (estensione, inserimento oggetti, upscaling) senza passare continuamente tra tool separati.
Funzioni principali
Flow combina generazione e “rifinitura” in un set di funzioni orientate alla produzione di clip:
- Text to Video: generazione da prompt testuale.
- Frames to Video: parti da frame/immagini per guidare l’output.
- Ingredients to Video: composizione/riuso di asset (concetto “ingredienti”) per costruire una scena.
- Video extension: estensione temporale di una clip.
- Insert object e strumenti di editing/refine (es. inserire/rimuovere oggetti, controlli creativi): funzioni per aggiustare elementi senza rigenerare tutto da zero.
- Scenebuilder: organizzazione di più clip per costruire una sequenza narrativa.
- 1080p upscaling (dove disponibile in base a piano/limiti).
Da chi viene usato
Flow è usato soprattutto da creator (TikTok/Reels/Shorts), piccole agenzie e team marketing che devono produrre molte varianti, e creativi che vogliono fare pre-visualizzazione di scene (storyboard “dinamici”) prima di investire in riprese o post-produzione. È adatto anche a utenti “non tecnici” perché l’accesso passa da un account Google e da un sistema a crediti, non da setup complessi.
Costi
Google Flow utilizza un sistema a crediti AI mensili condiviso con gli altri strumenti Google AI. In pratica, ogni operazione consuma crediti, e il consumo varia in base al modello usato, alla qualità, alla durata del video e al tipo di azione (nuova generazione, estensione, modifica). Per fare esempi pratici: una generazione video breve (5–8 secondi) con un modello “fast” può consumare indicativamente 20–40 crediti, mentre la stessa scena generata con un modello di qualità più alta può arrivare a 60–120 crediti. Operazioni come estendere un clip, rigenerare una scena o inserire/modificare oggetti consumano a loro volta crediti aggiuntivi, spesso nell’ordine di 10–30 crediti per intervento.
I piani attualmente disponibili:
- Senza abbonamento: in genere 100 crediti/mese (in alcuni paesi 180) per provare Flow/Whisk.
- Google AI Pro: in Italia 21,99 EUR/mese e include 1.000 crediti AI/mese (più altri benefit Google).
- Google AI Ultra: in Italia 274,99 EUR/mese (spesso con promo iniziale) e include 25.000 crediti AI/mese e limiti più alti. È previsto anche l’acquisto di top-up (crediti extra) in base alla disponibilità del piano/paese.
Supporto lingua italiana
Non è un “tool di scrittura”, quindi il tema non è la UI perfettamente tradotta quanto il fatto che i prompt in italiano funzionino (descrizioni, richieste di stile, camera, atmosfera). In pratica puoi lavorare in italiano, ma la resa dipende sempre da quanto la richiesta è precisa e da come il modello interpreta dettagli tecnici. Per l’accesso alle funzioni avanzate, Google indica anche vincoli di età (tipicamente 18+ per Flow).
Installazione
Non c’è nulla da installare: si usa via web come prodotto Google Labs.
- accedi con un account Google personale
- apri Flow e scegli la modalità (testo, frame/immagini, ecc.)
- generi clip e consumi crediti in base al modello/qualità scelti
Alternative
Se il tuo obiettivo è generazione video con taglio “creator” o “studio”, le alternative più note sono:
- Runway (suite video AI con vari strumenti di controllo).
- Pika (molto orientato a effetti e contenuti social veloci).
- Luma Dream Machine (text/image-to-video e pipeline creativa web/iOS).
- OpenAI Sora (generazione video con focus su controllo/realismo, in base alla disponibilità nel tuo paese/app).
Conclusioni
Google Flow è interessante quando ti serve produrre e iterare clip con logica da “scene building”, mantenendo il lavoro dentro un ecosistema unico (generazione + rifinitura + gestione asset), e con una metrica chiara di consumo (crediti). Il limite vero, per molti, non è “la qualità in assoluto” ma quanto ti costa ogni iterazione e quanta disciplina metti nel definire prompt e vincoli di scena per evitare rigenerazioni inutili.
